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Mariacristina Spinosa

Lettera dell'Assessore

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Affrontare il tema dei diritti e delle pari opportunità in un’Amministrazione come quella di Torino non è tema residuale o scollegato dal contesto più generale delle politiche della città, ma significa investire su uno dei nodi centrali per il futuro e l’identità del nostro territorio.

Torino, nel corso degli ultimi anni, ha saputo essere la migliore dimostrazione di come la costruzione di una città aperta, inclusiva e plurale sia premessa indispensabile per coltivare un contesto sociale dinamico e aperto allo sviluppo.

Nel panorama politico nazionale, la nostra città rappresenta ormai un’esperienza all’avanguardia nel campo dei diritti e delle pari opportunità, perché ha saputo proporre esperienze innovative con anni di vantaggio rispetto ad altre Amministrazioni, perché ha saputo avere una visione strategica e ha creato le condizioni per coinvolgere nel miglior modo le spinte che arrivavano dalla società civile.

Questo è l’approccio che ha guidato chi mi ha preceduto in quest’incarico nelle Amministrazioni precedenti e che ci consegna in eredità un patrimonio importante di esperienze e di relazioni, unico in Italia. Con lo stesso spirito intendo proseguire sulla strada tracciata, consapevole che il ruolo di “capitale” che Torino ha riscoperto nelle celebrazioni per i 150 anni dell’unità del Paese non può che passare necessariamente anche dal terreno dei diritti, delle pari opportunità e delle politiche di inclusione sociale.

Ma per mantenere questo primato, Torino ha un estremo bisogno di porsi nuovi obiettivi, nuove frontiere.

L’art. 21 della Carta dei Diritti dell’Unione Europea, recepita dal Trattato di Lisbona, afferma che “È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.”

La nuova sfida è quindi quella di passare da un assessorato alle pari opportunità di genere, che include al proprio interno anche la lotta all’omo-trans-fobia ad un “Assessorato ai Diritti e alle Pari Opportunità”, che sappia sviluppare questi temi, assieme agli altri temi contenuti nell’art.21 della Carta dei Diritti UE, svolgendo un ruolo di coordinamento delle varie attività che il Comune già svolge su questi temi e di impulso alla realizzazione di iniziative originali che consolidino ulteriormente il ruolo di Torino di apripista in Italia rispetto al tema dei diritti.

Non sarà una sfida facile. Ma le diversità rendono ricche e prospere le società. La vera parità passa attraverso il riconoscimento e la messa a confronto delle differenze che costituiscono la specificità di ciascuno. Queste consentono agli esseri umani di coltivare la propria unicità e di essere autentici.

La Torino che andrà costruita, anche a partire dal lavoro futuro di questo assessorato, dovrà essere una Torino – e in prospettiva un’Italia –  diversa, aperta, plurale e inclusiva.

Dovrà essere la Torino dei diritti tout-court, perché la nuova frontiera dei diritti è quella che non distingue più tra diritti sociali e diritti civili, ma sa tenerli assieme in un’unica prospettiva di società.

 

                                                                                 Mariacristina Spinosa
                                                                         assessore delle Pari Opportunità