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Nasce un movimento che vuole raggruppare tutte le realtà femminili in Italia

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"Dalla Stessa Parte" è un movimento che vuole raggruppare le realtà femminili in Italia, farle diventare una piattaforma, unirle, facendo comprendere alle donne che assieme possono incidere nella politica, nella vita quotidiana. La prima firmataria dell'iniziativa è Livia Turco seguita da Giovanna Martelli, Fulvia Astolfi, Elisa Ercoli, Teresa Manente, Licia Martella, Laura Onofri, Marinella Perroni, Azzurra Rinaldi, Luisa Garribba Rizzitelli, Loredana Taddei. Fonte Il Messaggero

 

Elezioni in Liguria: approvata la doppia preferenza di genere

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In Liguria è stata approvata la legge sulla doppia preferenza di genere. Noi Rete Donne, che si è posta l’obiettivo di introdurre la doppia preferenza di genere da oltre 10 anni, esprime grande soddisfazione per il risultato ottenuto con il voto all’unanimità del Consiglio regionale. Questa norma favorirà la partecipazione delle donne nell’Istituzione regionale in tutte le forze politiche. Fonte NoiDonne

 

Pubblica le foto intime della compagna sui social, condannato a un anno e sei mesi per stalking

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Un imprenditore torinese è stato condannato in appello a un anno e sei mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia, lesioni e diffamazione. «Pensavo fosse il principe azzurro. Mi sono innamorata di lui al primo sguardo. Durante una mostra d’arte. Poi però quella favola si è tramutata in un incubo. E il suo amore non lo augurerei al mio peggior nemico. Eravamo a cena, quando lui ha iniziato a prendermi a schiaffi davanti a tutti. Mi minacciava, mi insultava. Sosteneva che io lo tradissi. Usciti, mi ha gettato a terra il cellulare dicendomi che ero una donnaccia». Fonte La Stampa Torino

 

La Corte Ue all’Italia: 4800 euro come risarcimento per uno stupro non bastano

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Decisione della Corte Europea contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri nella causa C-129/19: gli Stati membri devono riconoscere un indennizzo a tutte le vittime di reati intenzionali violenti e l’indennizzo non può essere puramente simbolico. È molto difficile monetizzare il dolore causato ad una donna da uno stupro e capire quali sono le conseguenze psicologiche e sociali della violenza. L’indennizzo, dunque, non deve, perché forse non può, necessariamente corrispondere al ristoro integrale dei danni, ma il suo importo non può essere puramente simbolico. È quanto espresso dalla sentenza del 16 luglio della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Fonte Il Tirreno

 

SOS al Presidente Contea per la nomina di una presidentessa ai vertici dell’AGCOM

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Noi Rete Donne, il più ramificato network femminile italiano che raggruppa competenze femminili in posizioni autorevoli nelle istituzioni e nell’informazione, attivo da moltissimi anni, ha ripreso la mobilitazione per chiedere a Conte la nomina di una presidentessa e non di un presidente ai vertici dell’AGCOM «l’organismo che ha nelle competenze funzioni cruciali sul destino delle donne italiane». Fonte Il Messaggero.it

 

Violenza contro le donne: Il sesso senza consenso è sempre stupro

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Per contrastare le violenze sessuali è necessario, infatti, cambiare gli atteggiamenti sociali basati sulla discriminazione di genere e sulle relazioni di potere di genere e contrastare la cultura dello stupro, intesa come normalizzazione della violenza sessuale. Per questo, Amnesty International Italia chiede che oltre alla modifica della norma del Codice penale che regola la violenza sessuale siano messe in atto misure per promuovere una cultura del consenso come sinonimo di condivisione e rispetto. Fonte La Repubblica

 

Per un 2030 senza abusi su bambine e ragazze

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Mutilazioni genitali, matrimoni precoci, preferenza per i figli maschi. Ogni giorno in tutto il mondo centinaia di migliaia di bambine e ragazze subiscono abusi fisici e psicologici. Famiglie, amicizie e comunità a cui appartengono ne sono spesso consapevoli e conniventi. Le conseguenze si ripercuotono su tutta la società, rinforzando anche stereotipi e disuguaglianze di genere. Fonte ingenere.it

 

Sessanta proposte per il patto di collaborazione antirazzista della Città di Torino

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Con una delibera approvata il 17 marzo, Torino è stato il primo comune in Italia a dichiarare che il patrimonio di azioni e pratiche antirazziste è un bene comune cittadino. A seguito di tale impegno, la Città ha pubblicato un avviso pubblico per presentare proposte di collaborazione su tre ambiti specifici: aumentare la conoscenza della natura dei crimini d’odio razzisti presso le comunità delle potenziali vittime e il resto della società; costruire spazi per il dialogo facilitato e lo scambio di pratiche fra soggetti diversi; costruire strumenti per favorire la denuncia dei crimini d’odio razzisti e rafforzare la capacità di perseguirli e sanzionarli. Fonte TorinoClick

 
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