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Io Parlo e Non Discrimino

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Quando parliamo e scriviamo, l'uso che facciamo del linguaggio riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire; è il principale mezzo di espressione del pregiudizio e della discriminazione. Nel nostro Paese il linguaggio è utilizzato ancora in modo “discriminatorio”, continuando a veicolare pregiudizi e stereotipi che trasmettono contenuti culturali e rappresentazioni delle donne legate ai ruoli tradizionali e rendendo perciò difficoltoso il percorso di rimozione degli stereotipi di genere. Per saperne di più sulla Carta di Intenti Io Parlo e Non Discrimino

 

Io Parlo e non Discrimino

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Il 19 gennaio 2016 la Giunta Comunale della Città di Torino, in seguito alla Mozione n. 49/2015 del Consiglio Comunale, ha approvato la Carta di Intenti Io Parlo e Non Discrimino in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino, il Consiglio Regionale del Piemonte, la Regione Piemonte e l’Università degli Studi di Torino per rimuovere l’uso discriminatorio del linguaggio dal punto di vista di genere da tutti i documenti. L’obiettivo è estendere l’adozione della Carta non solo ai soggetti pubblici ma anche ai soggetti privati (aziende private e partecipate, istituti bancari e assicurativi, media, ecc.) per dare avvio ad un percorso di diffusione di buone prassi nel territorio piemontese.

 

La violenza contro le donne: il ruolo della Farmacia di Comunità

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Il Progetto sul contrasto alla violenza contro le donne, realizzato dall’Università degli di Studi di Torino e dall’Ordine dei Farmacisti della provincia di Torino, ha come obiettivo sensibilizzare e rendere più consapevoli sia le/i farmaciste/i sia le/i clienti/pazienti su questa drammatica realtà. Ogni giorno infatti centinaia di persone, di ogni estrazione sociale, si recano in farmacia: il ruolo della/del farmacista è intercettare, attraverso la conoscenza delle/dei proprie/i clienti e l’attenta osservazione dei medicinali richiesti, un segnale di un profondo disagio interiore, riconducibile ad un possibile scenario di violenza. Per saperne di più>>
 

Panchine rosse: installazioni permanenti contro la violenza alle donne

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Le 21 "Panchine rosse" collocate in Città per ribadire con forza un secco NO alla violenza sulle donne, sono caratterizzate da due occhi grandi che scrutano chi  passa, uno sfondo rosso e una frase, la citazione di un famoso scrittore. Oltre ad essere una denuncia del femminicidio, vogliono stimolare un confronto e una riflessione sulla violenza e sui cambiamenti culturali necessari per sconfiggerla, inducendo i cittadini a fermarsi, a non dimenticare ed a mantenere alta l’allerta. 
 
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