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Violenza domestica al tempo del Coronavirus

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Arrivano dalla Cina fondate notizie che i casi di violenza domestica siano aumentati drammaticamente quando le persone sono state messe in quarantena, in gran parte del Paese, durante l’epidemia di coronavirus. Sembra che il numero dei casi denunciati nella città di Jingzhou della provincia di Hubei sia triplicato a febbraio, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Possiamo quindi prevedere che anche in Italia questo possa succedere, poiché per le donne vittime di violenza, restare a casa significa dividere per 24 ore gli spazi familiari con il proprio maltrattante, significa non avere più contatti con l’esterno e vedere diminuire drasticamente il proprio spazio personale. Fonte SeNonOraQuando?>>

 

Bella da morire - La serie contro il femminicidio

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Bella da morire”, una serie ‘crime’ realizzata da Rai 1 in quattro puntate, che vuole contribuire a porre l’attenzione e denunciare una questione purtroppo attualissima, quella dei femminicidi, il cui numero, com’è noto, è tristemente elevato nel nostro Paese. La serie prova a restituire la complessità, i retroscena e le sfumature psicologiche e sociali che spesso accompagnano queste drammatiche storie. Fonte Noi Donne>>

 

Conciliare vita familiare e lavorativa è un diritto e il datore di lavoro ha il dovere di garantirlo.

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Conciliare vita familiare e lavorativa è un diritto e il datore di lavoro ha il dovere di garantirlo. Per la sua violazione l'Ispettorato del lavoro di Firenze è stato condannato con una sentenza da considerarsi un unicum nella materia delle pari opportunità, perché riconosce la conciliazione vita-lavoro un vero e proprio diritto soggettivo. Una sentenza che è anche antesignana rispetto all'obbligo imposto dalla recentissima Direttiva europea che introduce l'equilibrio fra attività professionale e vita familiare, imponendo a tutti gli Stati membri di adeguarvisi entro il 2020. Fonte la Repubblica>>

 

Le più istruite, le meno occupate

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Nel dettaglio: per ogni cento maschi iscritti all’università, ci sono 136 donne. A completare il percorso di studi è il 17,4% della popolazione femminile, contro il 12,7% dei maschi. E sono donne il 60% circa dei laureati con lode. Le donne si laureano di più e meglio, insomma. E non è una novità. Perché allora, su 10 persone che scoraggiate che smettono di cercare lavoro, sei sono donne? Fonte LINKIESTA

 

Perché le quote rosa sono necessarie.

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Dopo il 50 per cento di ministre della Francia, anche la Spagna ritorna a darci lezioni di Pari Opportunità. In Italia è un argomento spinoso. E lo è perché nel nostro Paese ogni differenza di visione viene affrontata con toni aggressivi e denigratori. Fonte LETTERA DONNA.

 

Ad Asti Casa delle donne e dei bambini

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Uno spazio per le donne sole o con figli minori in fase di emergenza. E' stata inaugurata ad Asti la "Casa delle donne e dei bambini", struttura gestita dall'assessorato comunale alle Politiche Sociali che vuole assolvere a una duplice funzione: dare un tetto a donne e madri in difficoltà e cerare per loro percorsi personalizzati di reinserimento lavorativo e sociale. Fonte Ansa>>

 

Torino, parrucchiere e estetiste diventano "sentinelle" contro la violenza sulle donne

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I negozi di parrucchieri e stetiste diventano "punti d'ascolto" contro la violenza sulle donne Parrucchieri ed estetisti piemontesi diventano le 'sentinellè delle donne. Un accordo siglato oggi tra la Regione Piemonte e il Comitato di coordinamento delle Confederazioni artigiane Piemonte prevede che ogni salone diventi una sorta di punto d'ascolto. L'accordo è stato annunciato durante la giornata finale del Meeting nazionale di Cna Impresa Donna e la Regione Piemonte è la prima in Italia a sottoscriverlo, ma l'obiettivo di Cna è quello di estenderlo a tutta Italia. Fonte>>

 

Contro le molestie nei luoghi di lavoro Torino redige un Manifesto

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Le molestie sessuali nei luoghi di lavoro sono state il tema di un seminario che la Rete cittadina dei Cug (Comitati unici di garanzia) dei principali enti pubblici del nostro territorio hanno proposto ai suoi iscritti e ai suoi vertici organizzativi questa mattina, nella Sala Bobbio di via Corte d’Appello 16. Il convegno, dal titolo “Su la testa, giù le mani”, è stata l’occasione per presentare ai vertici delle 13 istituzioni pubbliche che ne fanno parte il Manifesto sulle molestie sessuali nei luoghi di lavoro, prodotto della Rete. “Le molestie sessuali – vi si afferma – sono inaccettabili, illegali e costituiscono illeciti disciplinari. Non sono tollerate nei nostri enti”. Il manifesto sarà successivamente esposto negli enti aderenti alla Rete per evidenziare che i luoghi di lavoro devono essere sicuri e si deve tutelare il benessere di chi lavora. Fonte TorinoClick>>

 

 

Migranti, quasi la metà sono donne. E le stiamo lasciando indietro

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La migrazione è sicuramente uno dei temi più complessi che caratterizza il nostro presente, è anche una delle questioni più trattate nei mediache ci restituiscono immagini difficili da dimenticare. Disastri naturali, conflitti e necessità economica spingono milioni di persone al movimento imponendosi nell’agenda politica di diversi Paesi. Fonte>>

 
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